Una volta sapevo sempre cosa fare. Quello mi piace quello non mi piace, stasera voglio uscire, stasera no; ho voglia di mangiare, ho voglia di mangiare dippiù; non voglio dormire, voglio svegliarmi alle 2. Fatto sta che a me certe situazioni mi trasformano nel filosofo metropolitano del terzo millennio e mi fanno scrivere frasi ponderate fino alla virgola come status di facebook, che poi a rileggerle dopo due o tre giorni mi chiedo: ma che cacchio c’hai in testa Angelica? Scrivi robe da quindicenne in tempesta di ormoni che decanta poesie piagnucolose per il ragazzo della terza B che non la caga!! Ma dopo tutto è anche giusto sfogarsi cioè non invidio chi ha un facebook intonso senza sentimenti con post di canzoni minuziosamente selezionate per dimostrare la propria cultura musicale elevata e l’assenza di sentimenti..ma oh quando ce vo ce vo eh, se ti va di esprimere tutta la tua gioia lo fai con un “vamos ala playa” di Miranda e se sei triste ti ci metti con un “perdere l’amore”, e se ci scappa una frase lacrimosa va bene così, non sono ancora uscita dalla mia adolescenza lunga.
Vorrei sfogarmi ma non posso perchè altrimenti la gente mi rimprovera di scrivere sempre cose tristi e allora mi autocensuro il cervello cercando di infilare qualche battuta qua e là. In realtà sento di avere della cattiveria arretrata ed accumulata verso aspetti della vita davvero ingiusti e persone che senza motivi validi mi hanno lasciato nella merda. Questo sabato mattina ho voglia di regalarvi un VAFFANCULO STRONZI dal profondo del mio cuore. Da domani solo allegria e felicità perchè non c’è miglior vendetta dell’essere felici e soddisfatti davanti agli altri.
Uomini apparentemente timidi e teneroni in realtà nati per l’inzuppo, mi fanno scaturire dei vaffanculo lunghi un sogno. Ma se siete degli stronzetti scopadores a caso perchè non farlo vedere, mettere subito le cose in chiaro? Vi apprezzerei molto di più e la vostra sincerità mi farebbe quasi quasi prendere in considerazione di diventare il vostro caffellatte. Naaahhh tanto non ci casca più nessuno nei vostri trappoloni da cucciolone apparentemente asessuato e bisognoso di coccole e biberon, che poi chi c’ha voglia di prendersi cura di un plantigrado sessomane quando esistono cani e gatti che sono molto più gestibili e nonostante non possiedano l’intelligenza umana almeno hanno la dignità di non saper parlare, mica come quelli che appena aprono bocca ti tocca srotolare le fette di parmacotto sulle orecchie.
Ah regalo anche una parte della lunghezza del sogno vaffanculo all’assistente di Fashion Design che mi ha appena comunicato che la prossima lezione (tra sooolo e dico soooloo 4 giorni) ci sarà l’assegnazione del voto del primo semestre, ma cosa aspettava a dircelo? Che il prossimo terremoto distruggesse tutti i miei figurini e quel cartellone fetido da terza elementare che ci avete fatto fare? Ma ti attacco io ad un cartellone che con tutta l’untura che hai nei capelli ti appiccichi meglio che con il vinavil.
Allora qualche giorno fa eravamo io e questa mia amica alla quale darò il nome di Qui per rispetto della privacy, e dovevamo chiamare il pizzaro perché noi siamo donne di classe e ci pesa il culo andare a prendere due margherite in pizzeria, pronte e cariche a fare il numero quando Quo (sempre per la privacy) vuole la pizza con poca margherita e le patatine mentre Qua (mannaggia la privacy) dice che dobbiamo specificare che casa sua non ha il numero civico e quindi si deve fermare ad un cancello rosso più avanti anche se il numero è quello del portone principale ma non è lo stesso del cancello e quindi bisogna aspettarlo e…panico, l’ansia sale, la sociopatia avanza, no cioè e chi lo dice adesso all’omino della pizza? In un secondo una chiamata innocua si è trasformata nel più temibile dei mostri, il telefono in mano diventa improvvisamente la pietra di fantaghirò (quella brutta ma brutta brutta che assomiglia sempre alla tipa del tipo che ti piace..chissà perché) e non vedi l’ora di lanciarlo dalla finestra del millesimo piano dell’empire state building dove il pizzaro, che nel frattempo si è trasformato in king kong sventola il tuo corpo in aria urlando <noooooooo noooooo la pizza con poca mozzarella e le patatine te la puoi ficcare nel deretano e scordati che vengo a cercare il tuo cancello senza un numero in mezzo all’oceano indiano>. Ma qual è quel processo mentale che fa si che il tuo cervello abbia i sudori freddi e si caghi nell’ipotalamo solo al pensiero di fare quella chiamata? E soprattutto perché Qua prendendo in mano la pietra di fantaghirò è riuscita non solo a digitare il numero ma anche a spiegare dove si trova il fantomatico cancello del mistero? Temerariaaaaaaaaaaaaaa!!!!
Ma che bello è quando torna la tua amica da Nuova Yorke dopo mesi e mesi di triste assenza e si organizza un cenino con le altre squinternate della “cumpa” a suon di confidenze, sfighe, svarioni e dintorni. Aaahh non c’è niente di meglio che Lambrusco, Fragolino, pizzone di rito e vaffanculo gratuiti per svoltare la giornata da così a così.
Poi ti chiedi ma le persone che c’hanno in testa in questo periodo? Io continuo perenne con la mia idea che hanno davvero aperto i cancelli dei manicomi, istituti di igiene mentale e compagnia sbandanti. Che poi per arginare i danni che fanno questi menomati mentali nei tuoi confronti ti ci vogliono ore di autoterapia d’urto (perché no il mio orgoglio già ai minimi termini non può permettersi di pagare qualcun altro per fare ciò che posso fare benissimo io..anche se due pasticchette di quelle per gli sbullonati le prenderei volentieri). Vabbeh che mi ci metto pure io a fare la psycho che da due settimane a questa parte ho preso la mania di andare in giro col coltello da cucina nella tasca solo perché una sera dovevo attraversare una strada che nelle mie mappe mentali doveva essere abitata da malviventi malfamati malfattori malqualsiasicosa, l’ho visto fare ad una mia amica e adesso che ci ho preso gusto non lo mollo più, mi sento potenteeeeeee!!! Ho soltanto la mano piena di sgratti perchè ogni volta metto il telefonino nella tasca incriminata e per recuperarlo mi sento un po’ come prince of persia che deve passare in mezzo ai cancelli spunzonati che si chiudono a tradimento per salvare la principessa, insomma un lago di sangue e smorfie sofferenti in autobus.
Non sono qui per scrivere un patetico post di Natale, bene allora lo scriverò sul capodanno yuppyyyyy. Il capodanno non è mai stato il mio forte, non penso ci sia mai stata un’occasione in cui questa ricorrenza sia stata ”na figata” per me, si potrebbe commentare con la solita frase <Le feste comandate non sono mai divertenti come halloween, ferragosto o San Valentino> beh ma cacchio io a San Valentino mi divertirei se avessi un ragazzo! Comunque i bei ricordi partono da un capodanno di quando avevo circa 8 anni del quale ho un vividissimo ricordo di un calcio che mi presi nelle parti basse da qualche simpatico calciatore troppo estroso, che cercando di prendere il massimo della rincorsa mi rifilò una tallonata là dove non batte il sole. Da li un percorso tutto in discesa..svariati brindisi in lacrime, malata, incazzata, delusa ecc ecc. Ah belle le feste si si, un’occasione in più per prendere chili e deprimersi durante i pomeriggi di digestione tra un pranzo e una cena davanti al solito cartone disneiano su rai uno. Però visto che da lunghiiissimo tempo non scrivo na ceppa su questo blog piatto e noioso per donne frustrate colgo l’occasione per fare i migliori auguri a tutti!
Mi raccomando chi non tromba a capodanno non tromba tutto l’anno fatevi i vostri calcoli..hehe
E’ quando scatta la molla che ti crolla il mondo addosso. Un secondo prima eri tranquilla e forte dentro le tue convinzioni prese e ponderate in anni di esperienza, regolarità e razionalità e poi…e poi..zack..puff..prot..realizzi che erano tutte cazzate. Di recente mi sono capitate entrambe le cose, prendere La Decisione Ponderata, quella che ti fa sentire una vera donna coi controcoglioni in una corazza di acciaio inox, e poi il crollo psicologico della corazza in realtà costituita da stuzzicadenti (e di marca parecchio scadente). Le sensazioni di fierezza intoccabilità e orgoglio personale si sono tramutate in smarrimento, senso di nausea, panico generalizzato e sindrome dell’abbandono e la cosa ancora più assurda è che il momento prot, o come lo volete chiamare, capita spesso senza un motivo valido ed apparente agli osservatori esterni della vostra condizione di donna comune (in genere amici e parenti) che assistono ad un cambiamento repentino della vostra faccia. Uno smostramento mostruoso da ghigno sornione a maschera di scream, non capendo che in realtà la vostra trasformazione da Giovanna d’Arco ad Elephant Man è data solo da una consapevolezza interiore che vi ha fatto capire che si non sei la wonder woman che credevi. Anzi ti senti anche un po’ merda, inutile nascondersi dietro la facciata di chi la sa lunga, in realtà la sai cortissima anzi non la sai proprio, sei un compito in classe dove hai preso un due meno stiracchiato! Però si può sempre recuperare con l’interrogazione di fine semestre, l’importante è non prendere decisioni troppo drastiche (le mitiche Ponderate) né troppo affrettate, non pensare che ciò che si è dentro (e fuori) rimarrà così per sempre, si cambia e si vivono milioni di momenti prot in una vita. Quindi prenditi il prot, portalo a casa e fanne buon uso.
Ma quanto ce piace de facce i film? Ahhh penso che con tutte le pellicole mentali che mi sono fatta potrei fare un baffo a Ben-Hur nella classifica dei film con maggior oscar vinti, per non parlare dell’attrice protagonista (io) una figa da pora che corre incontro al destino con il vento (finto) tra i capelli e le tette (finte) che si alzano e si abbassano a rallentatore, una musica struggente in sottofondo e i titoli di coda..the end. A volte penso che la gente riesca a vedere tutti i film che ci facciamo direttamente proiettati sulla pupilla dei nostri occhi da quanto la realtà parallela nel nostro cervello sia così tangibile.
Ora qui stilerò una classifica per voi registe in erba su come autoprodursi i film, le fiction o le soap in santa pace senza che questo disturbo ossessivo compulsivo possa compromettere la vostra noiosa ed insoddisfacente vita reale:
1) crederci fino ad un certo punto, insomma ci piace sognare ma che non diventi una droga altrimenti ti ritroverai come quella vecchietta che si era fatta mettere in coma per rimanere con la sua famiglia nei suoi sogni!!! (è vero l’ho letto su un giornale!!)
2) c’è uno 0.0000001 % che almeno un qualcosa che succede nella tua fiction possa accadere nella realtà…lo so è un colpo duro da prendere ma non puoi pretendere di farti i film su persone che nemmeno sanno come ti chiami e immaginare che ti chiedano di sposarti da un giorno all’altro!
3) confessa non dico tutte ma almeno una parte delle tue scene da film all’amica più realiste e coi piedi per terra che hai, lei saprà tirare quel lazo in aria dove stai volando tu e riportarti giù, alla realtà, sceglila bene ho scritto realista non pessimista altrimenti non sarà la realtà a presentarsi davanti a te ma un panorama di morte e distruzione che non ti farà più scendere dal letto per giorni o ti porterà ad una strada di alcolismo e droghe pesanti!
4) prendi in mano la realtà e agisci, non lasciare che le tue storielle prendano il sopravvento fai qualcosa!! Escogita piani, stalkerizza su facebook, manda segnali di fumo, non startene a casa a mangiare cucchiaiate di gelato intinte nella nutella with cream on top! Altrimenti l’unica cosa che si noterà di te sarà la stazza mastodontica e almeno che il protagonista del tuo kolossal non sia un mammut i tuoi mischioni da 10000 calorie sono da EVITARE
5) dai spazio alle possibilità che si affacciano nella tua vita e non scartare tutto ciò che ti si presenta davanti solamente perché non corrisponde al copione scritto trascritto firmato ed approvato. La realtà può essere mille volte più bella della fiction.
La Sfiga sta raggiungendo i massimi livelli ed è quasi divertente vedere quanto in la si possa spingere perché nonostante gli avvicendamenti sfigati che succedono ti viene quasi da ridere e mi complimenterei quasi con la Sfiga per l’inventiva geniale e diabolica che ha nel creare certi eventi che davvero ti chiedi..e adesso cosa manca? un vaso in testa dal quarto piano? No no io per evitare il peggio mi chiudo in casa a quadrupla mandata carpiata in avanti e non mi vede nessuno per un po’..anche se ok pure gli incidenti domestici sono imprevedibili allora bene mi metto sotto le mie calde copertucce con pigiama d’ordinanza in attesa che l’alone nero se ne vada dal mio corpo..esci dal mio corpoooo!!! Qualcuno ha il numero di un esorcista una maga un Antimacumbista che ne so, qui si sta davvero toccando il fondo. Ma poi inutile girarci intorno la spiegazione di fondo deriva sempre da quella mancanza interiore che noi donne dobbiamo riempire, proooofonda mancanza…riempiiiire beeeeneee..insomma non giriamoci troppo attorno c’è bisogno di homo anzi homo erectissimus che ci faccia vedere la Sfiga (perché no col maschio Essa non se ne va al massimo aumenta) con occhi diversi, insomma si dai mi hanno rubato la macchina, ho cannato a tutti gli esami all’uni, mi hanno pestato un piede e oggi piove ma chissene ho un ominide (restando in tema) a casa che mi aspetta! Ecco adesso che ci penso quelle donne dalla personalità di una vecchia ciabatta che si comportano in questo modo mi fanno davvero pena per cui conclusione logica meglio stare col profondo vuoto interiore che con un profondo vuoto mentale!
Chiesta da aarieel
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